CristianA DE LUCA

Biografia

Cristiana De Luca nasce a Roma nel 1973 ,proprio nella città dove è nata e cresciuta , trova la sua prima ispirazione per i suoi paesaggi astratti (Fori imperiali) .
Frequenta l’accademia di belle arti ,Iniziando un percorso basato sulla ricerca dell’essenzialità, come concetto filosofico ed artistico.

Selezionata dall’Accademia di belle arti ,inizia presto ad esporre mettendo a nudo il proprio pensiero ,nella ricerca di un equilibrio tra forme simboliche astratte.
Nel 2000 si diploma all’accademia di belle Arti con la tesi “Essenze” ( rivalutazione di soggetti umili) ,dedicata a Giorgio Morandi.

2017/2021 Docente di storia dell’arte.

2020 “Domaniinarte” istallazione collettiva, video Galleria di arte moderna a Roma.

2018- S)Confini galleria Camera 79 ,Roma.

2018-Personale “Distrutture “Curvapura ,Apparte ,Roma.

2016-Premio Nardi , Galleria Nardi ,Roma.

2012-2013–Progetto fotografico “The rabbit hole” Roma.

2011-Internazionale “Italia arte” 2011 ,Torino.

2010 -Selezionata al Premio Celeste con l’opera “Io come Alice”nel 2010.

2009-“I’m a painter. I’m stil a painter and i will die a painter”, Torre Ennagonale (Im).

2009-“Le Alterità” Caffè Letterario, Roma.

2009-Mostra internazionale di arte contemporanea, a cura di Sabrina Falzone.

2008-2009-“A Regola d'Arte”docente del percorso di pittura, Roma.

2008-Pubblicata nel catalogo Premio Celeste con l'opera “Punto di vista”.

2007-“Essenze In-Esistenze”, Personale a cura di Galleria Editrice Latina ,Scala Albini Roma.

2005 – “Essenze”Personale Circolo culturale Centro. Roma. 2000/2005 - Lavora come Grafico e incisore a Roma.

1999 Partecipazione per selezione dell’accademia di Belle arti di Roma con l’opera “Dinamica e dettaglio” Foro Italico ,Roma.

Una narratrice dello spazio e delle strutture che lo definiscono, Cristiana esplora i fenomeni relativi alla percezione, lavorando con la malleabilità e soggettività della esperienza umana dell'apprensione del reale. L'artista materializza le proprie intuizioni nelle opere pittoriche, scultoree ed anche istallative per produrre una sintesi, sbilenca, iper-materica, de/strutturata, traslata e ri-assemblata.

Quando osserviamo le sue opere è come se guardassimo le strutture o gli elementi in modo accelerato nel tempo, con dei punti di vista sovrapposti, i processi della nascita e decadimento simultanei, coesistenza di più universi di un'esperienza reiterata. C'è dell’eterno ed atomico ma anche familiare nel lavoro di Cristiana De Luca. Opere dal sentore vagamente nostalgico, anche se geometriche e spesso astratte, sono evocatrici della sensazione di deja vue, dovuto anche ad una tecnica pittorica adoperata dall'artista nei suoi dipinti, tipica delle avanguardie del '900, stratificata, materica dall'agglomerarsi delle tinte, evocante del sentore delle linee tremanti ai confini dei grandi come Klee e Modigliani, e fascinose come l’astrazione e ripetitività delle strutture di Sol Lewitt, quest'ultimo di grande influenza su Cristiana De Luca.

Materico e concettuale, il lavoro di Cristiana lascia il senso di completezza, di essere permasi in un luogo significativo, dove sono enigmaticamente tracciati i nuovi non-confini della sua e, di conseguenza, della nostra realtà. E' un viaggio incerto ed evocativo, denotante sia la potenza dello strumento pittorico che il potenziale dei nuovi linguaggi multimediali, in un'esperienza de/strutturata ed espansa che pur scomponendo rinforza, che pur essendo riconoscibile innova e pur essendo ambigua delinea, inequivocabilmente e stranamente rassicurando, l'orizzonte di infiniti possibili mondi.

Yuliya Galycheva

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